Non ci ha visto più, quando ha saputo quello che aveva fatto quel professore a sua figlia, è andato a prenderlo direttamente a scuola per vendicarsi a suon di calci e pugni.

Questa è la giustizia rapida di cui abbiamo bisogno? Oppure dobbiamo stare zitti e buoni e attendere gli anni della giustizia ordinaria?

Queste due domande sono dilemmi della nostra era ai quali ognuno di noi è tenuto a dare una risposta, perchè troppo spesso i criminali, giocano sul fatto che la legge ordinaria è troppo lenta.

L’abuso provoca delle conseguenze che possono essere segnalate da diversi comportamenti della vittima come ad esempio la depressione, conseguenza di una impossibilità a difendersi contro un adulto da parte di un bambino/adolescente. Le conseguenze a lungo termine sono quelle più gravi e rilevanti, poiché ci sono degli studi che dimostrano che persone abusate o che hanno vissuto una violenza assistita o anche solo degli abusi verbali mostrano un cambiamento di alcuni nuclei cerebrali. Le violenze su bambini e adolescenti sono sempre più diffuse. Accentuate dai rischi legati all’uso delle nuove tecnologie e dalla crisi economica, troppo spesso tali episodi rimangono privi di denunce. Nel 70% dei casi l’abuso si consuma fra le mura domestiche. Non mancano però stupratori appartenenti alla sfera affettiva e pedagogica dei più giovani. E’ il caso di un insegnante che, accusato di aver abusato continuamente di un’allieva appena adolescente, è stato aggredito dal padre della ragazza. E’ successo in Argentina.

Video: Argentina, padre picchia insegnante stupratore

All’indomani dell’accusa di stupro ai danni di un docente argentino, il padre della ragazza presunta vittima delle bestiali atrocità dell’uomo lo ha aggredito, sferrandogli 22 pugni in soli 15 secondi.

L’insegnante (il trentenne Jorge Cruceno, riferiscono i media argentini) ha riportato ferite al volto e all’avambraccio. E’ stato curato dai paramedici prima di recarsi alla stazione di polizia per denunciare l’aggressione. Le indagini su entrambi i casi sono tuttora in corso. La famiglia della studentessa ha scoperto messaggi inappropriati e scottanti sul telefono cellulare della figlia. Il mittente pare fosse lo stesso Cruceno. Da qui l’aggressione da parte del padre della quindicenne, che ha sferrato pugni contro il professore. A sua volta, l’uomo ha cercato di coprirsi la testa per proteggersi dai colpi ricevuti ripetutamente e con grande ferocia.

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