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27 ottobre 2018 in Umore e psicologiche

Questo racconto buddista ci spinge a riflettere su verità apparentemente molto semplici ma che sono, a loro volta, tra le più difficili da accettare. Ci daranno, forse, un altro punto di vista su noi stessi e il contesto che ci circonda.

Un famoso poeta cinese decise di studiare la saggezza di Buddha. Per farlo si recò in viaggio per cercare un grande maestro Zen e, quando lo trovo, gli chiese: “Qual è l’insegnamento più importante di Buddha?”.

“Non ferire nessuno e fai il bene”, rispose il maestro. “E’ assurdo!”, esclamò il poeta. “Ho viaggiato per migliaia di chilometri per cercarti, perché sei considerato un maestro molto saggio, ma la risposta che mi hai dato avrebbe potuto darla anche un bambino di 3 anni!”, aggiunse.
“Può essere”, disse il maestro, “ma per quanto possa essere facile dirlo, molto più difficile è metterlo in pratica, anche per un uomo anziano e saggio come me”.
Una delle cose più interessanti delle filosofie orientali è la loro semplicità. Questo modo di capire e stare al mondo ci offrono un punto di vista molto più semplice per il nostro equilibrio mentale. Tuttavia, molte delle idee che promuovono sono difficili da accettare, sopratutto per le menti occidentali.
Non sei ciò che dici di essere, ma sei ciò che fai. Siamo sicuri che le nostre credenze e i valori ci definiscano come persone. In parte è vero, ma non è del tutto così. Non siamo persone migliori solo perché crediamo in qualcosa o abbiamo accettato determinati valori. Ciò che ci trasforma in chi siamo sono le nostre azioni. Parole e pensieri senza azioni sono solo buone intenzioni.
Non fare agli altri ciò che non vuoi che venga fatto a te. Nel taoismo non esistono dieci comandamenti o leggi complicate che determinano ciò che è buono e ciò che non lo è. Esiste solo una regola: non fare del male agli altri, non causare dolore e sofferenza.
La maturità non è accumulare, ma imparare a rinunciare. La società odierna ha creato necessità falsa. Ci mantiene occupati e stressati mentre cerchiamo di ottenere il più possibile, o ciò che ci possa dare la sensazione di sicurezza o benessere. La vita è molto più semplice e, una volta soddisfatte le nostre necessità basiche, non abbiamo bisogno di molto altro per essere felici.
Crediamo, sbagliando, che la vita consista nell’accumulare il più possibile. Crediamo che possedere di più sia sinonimo di successo e felicità, quando in realtà è solo un’espressione di paura, insoddisfazione e caos. Accettare che non abbiamo bisogno di accumulare, ma di imparare a rinunciare, può generare un cambiamento radicale nella nostra vita, e renderci davvero felici e soddisfatti.

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