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Pubblichiamo una lettera anonima ricevuta da Pietro Bisanti in merito al circolo vizioso tra caffè e sigarette e assunzione di psicofarmaci

Salve Pietro,
mi congratulo con lei per il coraggio di portare avanti le sue idee nonostante attacchi un business grandissimo che vede a braccetto psichiatri e case farmaceutiche.

Mi chiamo *****, ho 24 anni e voglio raccontarle la mia storia molto brevemente, altrimenti potrei scrivere un libro anch’io. Dai 14 anni ho frequentato compagnie sbagliate che occasionalmente mi hanno avvicinato agli stupefacenti. Da qualche anno sono pulito ma ho incominciato a soffrire di ansia e panico. Giustamente come dice lei in un suo video, cosa dovrei aspettarmi dal mio corpo?Salute e vigore? …dal medesimo tempo prendo psicofarmaci (ho ripreso a drogarmi in sostanza).

A volte mi hanno fatto stare bene e altrettante peggio. Oggi come oggi grazie a lei che mi ha incoraggiato, ho già attuato un piano per cercare di guarire. Ho tolto il caffè e sto cercando di togliere le sigarette (altra droga) e i “farmaci”, accorpando alimentazione secondo natura.

Vista la sua esperienza le chiedo, lo scalare di sigarette e psicofarmaci lo sto facendo gradualmente per evitare crisi forti, è giusto così o secondo il suo pensiero sarebbe opportuno considerandoli veleni toglierli di botto? Anche se questo credo creerebbe un trauma di forte impatto (benefico o meno, potrei risentirne nel lavoro che faccio).

In più le chiedo, per avete il suo libro e contribuire al suo progetto posso rivolgermi in qualsiasi libreria? In attesa di sue,

Lettera firmata

La forza sta nella capacità di ascolto e di autoguarigione del nostro corpo

RISPOSTA

Buongiorno Anonimo,
e grazie di aver scritto a questo piccolo uomo.

Come dico sempre, non sono un medico, non faccio diagnosi, non curo nessuno né prescrivo alcunché, e ben me ne guardo dal farlo, essendo io stesso un autentico sostenitore della capacità autoguaritiva del corpo umano, allorquando gliene venga data la possibilità.

Ribadisco, per evitare qualunque equivoco (certo non da parte mia), che quanto mi accingo ad esporre è e rimane IL MIO PERSONALE PENSIERO: non sono un medico e non ragiono come tale. L’Igienismo Naturale, che ha millenni di storia, è ciò che io ritengo sia la strada giusta da seguire e che applico in primis, ogni giorno, su me stesso.

Questa doverosa precisazione è la diretta conseguenza del comportamento delle (poche) persone che hanno provato a riversare sul sottoscritto i propri fallimenti personali: quando non si sa a chi dare la colpa della propria vita di merda, si punta il dito contro chi tenta, nel rispetto delle Leggi e dell’autodeterminazione sanitaria, di darti una mano.

caffè sigarette e psicofarmaci come eliminareCaffè, sigarette e psicofarmaci rischiano di essere un circolo dal quale è molto difficile uscire se non con grande volontà

Veniamo a noi.

Intanto, BRAVO. Per aver aperto la mente. Questo è il primo, fondamentale passo.

In merito alla sua domanda… premesso che l’eliminazione dei veleni DEVE andare di pari passo con un programma generale di ristabilimento della salute a livello alimentare/emozionale/ambientale, altrimenti è tutto TEMPO PERSO, il come gestire la cosa non ha una univoca soluzione bensì può essere (a volte DEVE) vagliato caso per caso.

L’importante è che l’andare “lenti” NON diventi una SCUSA per farsi i cazzi propri.

Quindi, se per gli psicofarmaci lo scalaggio è SEMPRE d’obbligo a meno che non siano stati presi per periodi MOLTO ridotti (ho visto persone non accusare contraccolpi eliminando di botto terapie antidepressive assunte da alcuni mesi ad esempio) e non in prescrizioni multiple (e anche qui, sempre PRUDENZA), caffè e sigarette possono, a mio avviso e dalla mia esperienza, essere tolti di botto (anzi, spesso è consigliabile), ottenendo più benefici dalla loro eliminazione istantanea che problematiche relative alla loro astinenza.

In soldoni, si ASCOLTI. La cosa importante è che qualunque cosa decida di fare:

1) Non vada a sovraccaricare il suo corpo di tossine che NON sarà in grado di smaltire. Lo stesso discorso vale per il cambio alimentare. Alcuni passano dalla merda alla frutta e verdura istantaneamente; altri fanno una medio-lunga transizione. Siamo tutti diversi ma NON bisogna fare l’errore di scatenare crisi eliminative che non si sarà in grado di gestire;

2) Andare piano, come detto, non è una scusa per NON arrivare ad un risultato. Scalare di botto tutto può essere tanto deleterio come metterci dieci anni. La mia idea è che due anni siano il periodo GIUSTO per eliminare tutto e arrivare a mangiare e vivere COME SI DEVE.

Per il mio libro, le mando in email le coordinate per acquistarlo, dato che in libreria non si trova, essendo distribuito direttamente da me.

Avanti così
Pietro Eupremio Maria Bisanti

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