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DI CESARE BATTISTI

carmillaonline.com

Un’amica di Cesare Battisti ci inoltra quesrta sua lettera:

Cara dolce (…), dovevi essere tu la prima a perforare questo muro di silenzio (scusami l’italianaccio ma me lo sono dimenticato un po’).

Non riuscirò a dire molto, mi è stato detto che sono sottoposto, tra le altre, a una restrizione che neanche loro sanno se è censura o divieto di comunicazione. Ci provo con poche righe e vediamo che succede.

Come sai mi trovo in isolamento totale per sei mesi, ma siccome mi hanno classificato AS2 (massima sicurezza) e qui non esiste AS2 ma solo 49-bis e altri, sono destinato allo stesso isolamento anche dopo i sei mesi: una furbata.

Incomunicato, non so se all’esterno si sa come sono andate le cose. Brevemente, sappi che sono stato prelevato manu militari sottraendomi così di forza alle procedure della Giustizia boliviana. Vale a dire un normale processo di estradizione, che avrei vinto poiché in quel paese sono in prescrizione da 15 anni: questa la ragione del truculento sequestro perpetrato dal governo italiano con l’accordo dei traditori boliviani.

Ho vagamente assistito ad una scaramuccia tra Brasile e Italia per dividersi il bottino, mentre sulla pista aspettavano un aereo della Polizia Federale brasiliana e quello dell’Italia. Alla fine quest’ultima l’ha avuta vinta e ciò allo scopo di non far valere l’estradizione dal Brasile, che mi annullava l’ergastolo e imponeva benefici di pena. Insomma, chi è più bandito la vince. Per il resto, mia cara, che dirti. Sono qui da credo più di 10 giorni, mi sfugge la nozione del tempo, e dico buongiorno solo agli infermieri e agenti. Non ho mai visto la faccia di un detenuto e non capisco ancora dove mi hanno cacciato e non so chi altri c’è qui. Per il momento è tutto.

Ti abbraccio forte. Cesare

Cesare Battisti

Fonte: www.carmillaonline.com

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9.02.2019