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Il 6 giugno 2019, nel corso dell’escussione di una delle parti “lese” (la meteorologa Serena Giacomin) nel “processo” a carico di Rosario ed Antonio, il Pubblico ministero, Dott.ssa Monica Vercesi, ha focalizzato l’attenzione su quelli che sarebbero, secondo l’accusa e la parte “civile”, i contenuti “gravemente diffamatori” nei confronti dell’ex dipendente della rete Class Meteo TV. Nella fattispecie, la Procura ha impiegato una schermata (senza valore alcuno, poiché non validata da un notaio – Cassazione sentenza n. 2912/94), in cui si legge una generica glossa (che peraltro non ha alcun rapporto diretto a persone specifiche, per cui non si capisce come la Giacomin prima e la Bencivelli [1] dopo abbiano concluso ci si riferisse proprio a loro). La stessa Giacomin ha ribadito, evidentemente in modo menzognero, che quello scritto era connesso a lei. Peccato che gli stessi contenuti siano tuttora usati dalla giornalista e autrice di romanzi, Silvia Bencivelli (C.I.C.A.P.) nelle sue conferenze, dove ama presentarsi come vittima di “odio sulla Rete”.

I medesimi contenuti sono serviti alla Procura di Imperia per condannare ad otto mesi di reclusione Rosario Marcianò, dove la parte “lesa” era Silvia Bencivelli. E’ lo stesso materiale che è stato adoperato dal Pubblico ministero per accusare i fratelli Antonio e Rosario Marcianò per diffamazione (sic) ai danni di Class Meteo e della Dott.ssa Serena Giacomin. Siamo di fronte a dichiarazioni mendaci, rese sotto giuramento, dalla Giacomin ed incautamente sfruttate dall’accusa, allo scopo di infliggere un’altra ingiusta condanna e per consentire alla disinformazione istituzionalizzata di screditare di nuovo le loro “vittime” designate.

[1] Il sequestro e la perquisizione personale eseguiti nel 2013 a nostro nocumento rappresentarono un’azione illegittima ed illegale, tanto che il GIP, a distanza di qualche mese, rigettò l’istanza di incidente probatorio, richiesta avanzata dalla PM, Dott.ssa Maria Paola Marrali, motivando la sua decisione in modo esteso e chiaro e facendo riferimento all’articolo 21 della Costituzione, articolo che sancisce la libertà di espressione. Nella fattispecie, il sequestro del materiale hardware era scaturito da una querela a suo tempo archiviata dal Tribunale di Firenze e (non si comprende come) riesumata dal Tribunale di Imperia. Nel dispositivo non erano indicati i particolari circa le motivazioni del sequestro, per cui il dispositivo medesimo era di per sé nullo, quindi il sequestro illegale. Ciononostante, si agì ugualmente, giacché i querelanti, guarda caso, erano negazionisti rispetto alla questione “scie chimiche”, tanto che lo stesso Massimo Della Schiava fu ed è autore di innumerevoli interventi, su piattaforma Blogger, ma anche su Facebook e You-Tube, che sono senza dubbio contraddistinti da intenti calunniatori e vituperosi.


Ma veniamo ai fatti.

E’ il 2013. Simone Angioni (C.I.C.A.P.), tra l’altro presente in aula il 6 giugno scorso, si sbizzarrisce nelle solite dichiarazioni volte a “smentire” nonché ridicolizzare la questione “Guerra del clima” (come la stessa Silvia Bencivelli sul quotidiano La Stampa, sempre nel 2013).

Serena Giacomin (colalboratrice C.I.C.A.P., ex dipendente Class meteo, ex dipendente ENI nel settore carburanti avio), intervista il Dottor Simone Angioni per Class Meteo.

Rosario Marcianò, visto che Class Meteo non dà seguito alla lettera di contestazioni, inviata da Marcianò, crea un video di confutazione nel quale la lettera è riportata in modo integrale nella descrizione al video. Per questo Marcianò è rinviato a giudizio insieme con il fratello con l’accusa di aver diffamato (sic) Class Meteo. Per rafforzare la querela è usato un presunto commento pubblicato sul blog Tanker enemy, che si imputa riferito alla Giacomin. La stessa postilla generica, che in realtà riprende una riflessione dello scrittore statunitense Mark Twain che stigmatizzava la genia dei gazzettieri, due anni dopo, è strumentalizzata dalla “giornalista” Silvia Bencivelli (tuttora la adopera), che afferma essere rivolto, non si sa come, questa volta a lei. E’ lo stesso testo che porta poi alla condanna ad otto mesi di reclusione a carico di Rosario Marcianò nella sentenza del 18 aprile 2018, dove la parte “lesa” è Silvia Bencivelli. Questa chiosa è impiegata dalla Dottoressa Silvia Bencivelli nelle sue conferenze organizzate dal C.I.C.A.P. (VIDEO: https://youtu.be/pZXXaAkJBdA)

Il video che propongo è stato usato dal PM Maria Paola Marrali per rinviare a giudizio e processare Antonio e Rosario Marcianò, con l’accusa di diffamazione (sic) ai danni di Class Meteo, Serena Giacomin e Massimo Della Schiava, detto il Fioba (sodale di Task Force Butler), come dimostrato dagli header dei messaggi persecutori inviati da Federico De Massis (Task Force Butler) dal 2011 ad oggi nella casella di posta elettronica che fa riferimento al blog Tanker enemy. Sono header nei quali compare anche l’indirizzo di posta elettronica di Massimo Della Schiava. E’ lo stesso Massimo Della Schiava che invia, sempre sulla piattaforma del blog, messaggi di insulto e minacce sin dal 2007.

Copia video su YouTube QUI.

Serena Giacomin Nasce a Milano nel 1984. Nel 2009 consegue la laurea specialistica in Fisica dell’Atmosfera e Meteolorogia all’Università degli Studi di Bologna, con tesi in trasferimento radiativo. Nel 2010 segue il Master RIDEF e si diploma al politecnico di Milano in energie per Kyoto, efficienza e decentramento energetico. Alla fine del suo corso di studi, ha lavorato per ENICHEM come ingegnere di giacimento, settore tecnologie avanzate per l’uso di carburanti speciali e per la precisione: “Ingegnere di giacimento per l’estrazione di idrocarburi non convenzionali”. Da giungo 2010 ha scelto di occuparsi a tempo pieno di divulgazione scientifica come responsabile di redazione nel progetto “ClassMeteo” di Class Editori. Da ottobre 2012 cura e conduce Prometeo, trasmissione TV che si occupa di scienza, programma in onda tutte le settimana su ClassTV (Canale 27).

PUNTUALE TRASCRIZIONE DEL PARLATOUDIENZA DEL 6 GIUGNO 2019Escussione della partelesa” nel processo Class Meteo a carico dei fratelli Marcianò – Dottoressa Serena Giacomin.

Benché la Dott.ssa Giacomin, proprio come la Bencivelli, neghi di collaborare in alcun modo con il C.I.C.A.P. la cui eminenza grigia è Piero Angela, una frase appare significativa ed esauriente per dipingere il quadro di questa persecuzione ai danni dei fratelli Marcianò…

Avvocato della parte civile: “Lei viene accusata di essere un esponente, un membro di questo fantomatico C.I.C.A.P.”

Serena Giacomin: “Sì… in realtà il C.I.C.A.P. praticamente mi istruiva… cioè… mi diceva le cose che avrei dovuto dire…”.

Avvocato parte civile: “Ma esiste il C.I.C.A.P.?”

Serena Giacomin: “Sì sì… il C.I.C.A.P. esiste!”

Avvocato parte civile: “E che cosa tratta?”

Serena Giacomin: “Al tempo si occupava di fenomeni paranormali”.

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