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DI ALESSANDRO GUARDAMAGNA

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Sono settimane in cui un po’ ovunque si assiste alla caduta mediatica della Lega, dopo l’uscita di quest’ultima dal governo gialloverde avvenuta il mese scorso, e i titoli che hanno dominato i maggiori media nazionali ed esteri si riassumono in un’unica frase: “La Lega precipita nei sondaggi!”

Il 5 Settembre i sondaggi davano Salvini in free fall, mentre gli Italiani approvavano il nuovo governo Conte bis guidato da MoV e PD.

In realtà, sempre a guardare i sondaggi, rispetto ai voti reali pari al 34% ottenuti dalla Lega alle elezioni europee lo scorso Maggio, della rovinosa caduta della Lega non si ha traccia.

Nell’arco della settimana che va dal 2 al 9 Settembre il sondaggio di LA7, che dà in crescita M5S e il PD, offre dati indicativi registrando una flessione della Lega dal 33,6% al 33,4%. Il quadro si arricchisce col sondaggio di Ipos per il Corriere della Sera del 31 Agosto, che dava il partito di Salvini al 31,8%, mentre quello di Winpoll del 25 Agosto per il Sole 24 Ore addirittura lo stimava al 38,9%.

Senza addentrarci nella guerra dei sondaggi e dei polli, per cui se ho due polli e due persone logica vorrebbe che ciascuno ne mangi uno, mentre la storia spesso insegna che entrambi potrebbero morire, uno per indigestione  per averne mangiati due e l’altro di fame per non averne mangiati affatto, i dati dei sondaggi visti nell’arco di un mese e nella loro interezza testimoniano una sostanziale tenuta della Lega, nonostante la crisi innescata da Matteo Salvini.

Questo si può affermare, almeno per il momento, perché quando l’8 Agosto Salvini fa cadere il governo alla vigilia di una Legge finanziaria che deve scongiurare l’aumento dell’IVA, lo fa dopo aver ballato per un mese con le cubiste in spiaggia brindando a mojitos. Subito dopo presenta e poi ritira una mozione di sfiducia all’ex-neo premier Conte, mentre continua per 2 settimane a denigrare e contemporaneamente rincorrere Di Maio. Così, dal gestire il Ministero degli Interni, si ritrova all’opposizione, e mentre prima chiedeva “pieni poteri” ora non gli rimane altro da fare che protestare in Piazza, come avvenuto ieri a Roma mentre il Governo Conte Bis chiedeva la fiducia alla Camera. Per coronare tali sforzi demolitori riesce perfino ad annullare l’incompatibilità di PD e Mov che si sono uniti in un connubio mostruoso pur di conservare potere e poltrone perché di ideali non si può parlare, e, cosa assai più grave agli occhi dei suoi elettori, il risultato ultimo delle azioni di Salvini si è tradotto nel riportare al governo il PD che era in stato comatoso da 3 anni e la Lega dal governo è uscita… insomma dopo che ha fatto tutto questo scendere nei sondaggi dal 38% di 5 punti è un successone!

Se dopo tutto ‘sto casino ed essere dipinto dalla stampa nazionale, dagli ex-alleati e da Conte come arrogante, bugiardo, manipolatore ed irrispettoso degli accordi e della Costituzione (e prima non se ne erano accorti?), la Lega perde solo 5 punti, e allo stesso tempo Salvini fa emergere di che pasta siano i rivoluzionari virtuali del MoV (di che pasta fosse il PD l’opinione pubblica se ne era accorta da un pezzo), beh, allora la mossa è quasi un capolavoro politico perché è riuscito a rimanere in sella nonostante tutto, in un contesto dove chi commette errori simili viene quasi sempre distrutto nel giro di poco tempo. In altre parole la pacchia per Salvini doveva essere davvero finita, e invece, nonostante tutto, la fine non è arrivata.

Manifestazione contro il governo Conte, Roma, 09/09/2019

Dunque al momento a Salvini è andata di stralusso e qualcuno potrebbe osservare che ai suoi avversari è andata meglio, perché si sono sbarazzati di un personaggio scomodo, inviso a Bruxelles, mentre ora il nuovo esecutivo è stato salutato con sentite felicitazioni da UE, banche, Confindustria e Vaticano, a differenza del governo gialloverde nato nel Giugno 2018. A livello di esercizio logico, chi vuole può provare naturalmente a chiedersi il perché di tale differenza.

De facto la tenuta di Salvini e della Lega dimostra quanto il primo abbia lasciato un’impronta dai connotati che potremmo definire culturali – oltre che mediatici – prima ancora che elettorali nella società Italiana di oggi che in lui si riconosce. Quattordici mesi passati dal Ministro dell’Interno attraversando l’Italia in lungo e in largo – per affrontare seriamente problemi secondo alcuni e per fare cinicamente campagna elettorale coi soldi dei contribuenti secondo altri – con dichiarazioni e video continui che hanno messo molti per la prima volta in contatto con la politica sul campo di un governo Italiano, hanno stabilito un legame con l’opinione pubblica che le azioni compiute nell’ultimo mese dal leader della Lega, per quando discutibili, non hanno cancellato di punto in bianco. A questo punto per riuscire a restare col vento in poppa il nuovo governo deve fare meglio di Salvini e sostituirsi nell’immaginario collettivo degli Italiani come lui ha saputo fare, rimpiazzando Grillo nelle piazze.

La compagine PD-MoV sarà in grado? Questo dipende chiaramente da come il neo-governo opererà e se riuscirà a dare risposte alle reali esigenze del popolo Italiano, al quale, per dirlo chiaramente, della Green Economy e della riforma della giustizia fatta da un parlamento di indagati non interessa nulla. Quello che interessa agli Italiani è invece la sicurezza e il lavoro. La prima Salvini era in grado di garantirla meglio di quanto non avessero fatto i suoi predecessori del partito-sistema PD, e sul lavoro qualche passo in avanti il governo Lega-MoV l’aveva fatto col Decreto Dignità.

Ora con ministeri come Economia, Sanità, Interni in mano al PD e amici del PD, che hanno come riferimento nell’esecutivo partiti di chi vive di politica da sempre e di chi cerca poltrone, è possibile che il governo riesca a fare qualcosa sul fronte del lavoro?

E solo questione di mesi prima che la flotta Panafricana dei barconi battente bandiera ONG riprenda la tratta di esseri umani tra Nord Africa e le coste Italiane, per alimentare il business della solidarietà a pagamento, di cui gli Italiani si sono stancati. Quando la prossima primavera ricominceranno gli sbarchi – perché è assai probabile che con questo governo zerbinato all’UE gli sbarchi riprenderanno in grande stile – gli attuali ministri degli Interni e dei Trasporti sapranno evitare il travaso di immigrati nordafricani e mediorientali che sul territorio Italiano in buona parte finiscono per aumentare i profitti delle cooperative, il numero di senzatetto, di crimini e poco altro?

La combinazione della gestione delle due variabili sicurezza e lavoro offre lo specchio di quanto può durare l’attuale governo.

Il modello di Salvini – disfunzionale per alcuni, ottimo per altri – che ha obbligato l’UE a ridistribuire i migranti che prima del 2018 arrivavano per restare in Italia secondo il trattato di Dublino, non si supera a slogan sulle bellezze dell’integrazione forzata o con cifre sugli investimenti per il lavoro al sud che nessuno vede, e neppure con giri di poltrone fra palazzi di Roma, governi regionali e Bruxelles, ma producendo risultati. Si supera dimostrando agli Italiani di essere in grado di fare meglio di Salvini. Nonostante le vere élites, quelle che ora sostengono il Conte bis e da sempre decidono cosa deve succedere in Italia, creando tutte le alleanze per restare al potere a prescindere dalle commedie politico-ideologiche sullo sfondo, abbiano al momento tagliato fuori Salvini e puntato sull’avvocato popul-europeista Conte… nondimeno la vita del governo nato per durare – e, ripetiamo, non per ideali – non è assolutamente garantita nel lungo periodo.

Se il governo sarà in grado di andare oltre Salvini, di batterlo sul suo stesso terreno, allora Salvini potrebbe essere rimpiazzato nell’immaginario collettivo e se non cadrà nell’oblio nazionale, finirà ridimensionato ben più in basso del 33% che tuttora la Lega detiene.

Se invece la risposta al modello di Salvini sarà il perenne riproporsi del litigio interno all’esecutivo tra PD e MoV, nel PD tra fazioni varie, nel MoV fra followers di Di Maio e di Di Battista, allora è assai probabile che la Lega spazzerà via tutti prima alle regionali, e poi alle successive elezioni politiche, dove arriverà col 40%. Perché se PD e MoV ora uniti non consegneranno dei risultati i cittadini non potranno che appellarsi nuovamente a Salvini contro la piovra istituzionalizzata, rappresentata dal PD, e contro i voltagabbana del MoV, che in quanto tali assai difficilmente potranno riscuotere i consensi che ricevevano quando la gente li vedeva come incapaci ma sostanzialmente onesti. Infatti mentre gli onesti passano per simpatici, e qualche voto lo ricevono, i traditori non lo sono mai e raramente vengono votati. E a quel punto la pacchia finirà davvero.

La Lega è uscita dal governo; se per saggezza o follia è ancora troppo presto per stabilirlo esattamente. Questo però mi sembra chiaro. Salvini si trova appena fuori dalla porta – che è aperta – e vi sta appoggiato, quindi significa che è pronto a rientrare. Dietro di lui potrebbero esserci molti più milioni di cittadini che i sondaggi non dicono.

Alessandro Guardamagna

10/09/2019

Fonte: https://comedonchisciotte.org/