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Siamo al quinto appuntamento con Positiva-Mente rubrica sulla meditazione MINDFULNESS fatta di articoli e pensieri per guardare noi stessi e il mondo da un altro punto di vista e provare a vivere con pienezza.

Mindfulness Mon Amour

(quinta parte)

La pratica di consapevolezza o Mindfulness inizia dall’attenzione al respiro. E si estende con l’attenzione al corpo. Molto semplice. Niente facile. Possiamo riassumerla come un allenamento per ri-portare in continuazione il focus della concentrazione sul respiro e sul corpo per tornare al qui e ora. Respiro e corpo sono sempre presenti – e gratuiti! – e vivono di immediatezza se solo vogliamo farci caso.

Nel tempo svilupperemo una qualità superiore di attenzione se continueremo a praticare e ci porterà a comprendere la dimensione del nostro esistere, del nostro essere. E questa attenzione, questa comprensione ha delle implicazioni e degli sviluppi molto vasti e importanti.

Vanno ben oltre una maggiore calma temporanea. Una volta intrapreso, questo cammino diventa così fondamentale che spiegarne il significato a priori è quasi impossibile. Infatti non è una teoria, bensì una pratica.

CORPO

Il nostro corpo è il luogo sacro della conoscenza di noi stessi. Osservandolo con attenzione scopriamo la nostra storia, non quella che ci racconta il nostro io-ego per piazzarci in uno status sociale desiderato. Si tratta della nostra storia profonda.

Il male e il bene che ci è accaduto, ci ha formato nella persona che siamo, quella vera, nella nostra psiche, nei muscoli, nelle ossa, nelle viscere, nei lineamenti e che ci porta a sentirci a posto o meno nei nostri panni. Il corpo racconta e non mente.

Ad eccezione dei lavori che rendono necessaria l’attenzione al corpo, come per i ballerini, gli attori o per chi lavora in condizioni estreme, la maggior parte di noi pensa al corpo come una cosa separata, non conosciamo molto il nostro corpo.

MENTE

La mente crediamo invece sia il luogo del pensiero e dove nascono le nostre emozioni (che secondo me nascono nella pancia … ma questa è un’altra storia!). Se riusciamo a vedere la contraddizione di questa dualità, ci accorgiamo di quanto sia separativa e alienante. Il corpo e la mente sono strettamente collegati e lavorano in concerto. Sono uno l’interfaccia dell’altra. Ecco perché l’osservazione del corpo, conoscerlo, ci apre degli interessanti orizzonti.

E’ un passo avanti per riconnetterci al disegno completo di noi come esseri umani. Stabiliamo una centratura del nostro essere. Usciamo dallo smarrimento della separazione e creiamo uno spazio per provare a essere felici e “interi” così come siamo.

Corpo Mente Pensieri Emozioni

Riprendere i sensi dicevamo. Certo, la pratica passa dall’esplorazione dei sensi nel corpo. Dall’accogliere le sensazioni che dal corpo ci arrivano  e che riusciamo a percepire nella nostra esperienza immediata. E qui la mindfulness ci chiede ancora uno sforzo di attenzione (ma verrà remunerato, possiamo stare tranquilli… tornerà in energia e vitalità). La mindfulness ci propone di accogliere le sensazioni e ci invita a non giudicare.

Cosa vuol dire non giudicare? Quando arrivano sensazioni piacevoli, spiacevoli o neutre noi reagiamo alle prime con attaccamento e ne vogliamo ancora, ci aggrappiamo. Alle seconde avanziamo un deciso rifiuto, le allontaniamo con avversione. Alle neutre rimaniamo indifferenti. Qui sta il lavoro interessante: possiamo accorgerci di questi giudizi, di quello che aggiungiamo alle sensazioni piacevoli o spiacevoli.

Perché non rimanere solo consapevoli della qualità di quelle sensazioni e mettere un punto? Mi piace o non mi piace. E basta. Lasciando andare la traiettoria del pensiero che interpreta, costruisce, aggiunge una storia su ogni cosa che accade. Mi fermo alla sensazione e lascio andare il resto. Mi rilasso.

Questo esercizio di attenzione, di focus non è facile, ma è possibile. Diventa trasformativo nel tempo. Noi possiamo uscire dall’assedio della ruminazione che ci porta a prendere una faticosa posizione in ogni momento, su tutto quel che accade, senza tregua, dentro e fuori di noi. Ci colonizza. Non lascia spazio a una pausa per respirare e per la riflessione deliberata. Non si ferma mai.

Ma possiamo sospendere questo assedio con la consapevolezza. Accogliendo un altro punto di vista. Accorgendoci di quello che accade nel corpo e nei pensieri come eventi senza identificarci troppo. Senza rifiutare nulla. Senza giudicare nulla. Semplicemente prendendo atto di quel che accade.

Quindi respiro. Osservo il respiro. Quindi ho un corpo. Osservo il corpo. Quindi ho delle sensazioni. Mi piacciono o non mi piacciono o mi sono indifferenti. Punto. Lascio andare e vado avanti. Il prossimo respiro. La prossima sensazione nel corpo. Poi arriva un pensiero e mi invade.

Lo osservo con altrettanta attenzione, un altro evento. Con curiosità e gentilezza e non giudico. Sto con quello che arriva e lascio andare il giudizio. Lascio andare e accolgo la prossima sensazione, il prossimo pensiero con gentilezza e con calma. Proviamo. E’ altamente liberatorio. Perfino terapeutico.

Corpo Mente Pensieri EmozioniCorpo Mente Pensieri Emozioni

Marcella Manzini

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