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“Durante l’attuale controllo delle attività svolte dal dipartimento principale del ministero della Giustizia della Russia di Mosca è stato stabilito che l’organizzazione corrisponde ai caratteri di un’organizzazione senza scopo di lucro che svolge le funzioni di agente straniero”, afferma la nota.

L’inclusione di agenti stranieri nella lista impone ulteriori obblighi: in particolare, l’organizzazione deve riportare questo status nei suoi documenti e presentare relazioni aggiuntive al Ministero della Giustizia. La decisione da inserire nell’elenco può essere impugnata in tribunale.

Il direttore del Fondo Anticorruzione (FBK) Ivan Zhdanov ha twittato che farà ricorso contro questa decisione. Come ha affermato su Twitter, a detta sua l’organizzazione non ha mai ricevuto finanziamenti esteri:

“FBK è un’organizzazione senza scopo di lucro che non ha mai ricevuto finanziamenti stranieri… Faremo ricorso, ovviamente”, ha scritto sul suo account Twitter.

Il processo contro FBK

All’inizio di agosto, il comitato investigativo russo ha avviato un procedimento penale contro FBK per riciclaggio di circa un miliardo di rubli.

Secondo l’indagine, da gennaio 2016 a dicembre 2018, i dipendenti dell’organizzazione, nonché le persone legate alle sue attività, hanno ricevuto una grande quantità di rubli e di altre valute e questi fondi sono stati acquisiti consapevolmente con mezzi criminali.

Per condurre queste operazioni  i complici avrebbero depositato questo denaro attraverso gli sportelli automatici nei conti di regolamento di diverse banche, quindi trasferito ai conti FBK, finanziando in tal modo l’organizzazione e “completando azioni penali congiunte per legalizzarle”.

Il colpevole rischia fino a sette anni di prigione.