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Si sta riprendendo bene, affermano i medici che lo hanno avuto in cura in una nota sul pioneristico caso pubblicata sul ‘The New England Journal of Medicine’.

L’uomo, che rimane anonimo, era di pattuglia con la sua squadra in Afghanistan quando i talebani tennero un’imboscata. Mentre stava cercando di dare soccorso ad un commilitone saltò su una mina nascosta nel terreno. In un attimo, l’esplosione gli portò via gran parte della metà inferiore del corpo.

“Ricordo che tutto si è bloccato e mi sono capovolto”, ha detto l’uomo intervistato dal MIT Technology Review. “Ricordo l’ultima cosa che mi passò per la testa: Questo non è buono”.

E infatti non era buono per niente. Nell’improvvisa esplosione, il soldato perse gran parte delle sue gambe, i genitali e persino parte dell’addome. Questo avvenne nel 2010.

All’epoca era stato segnalato solo un trapianto di pene, eseguito nel 2006 su di un paziente a Guangzhou, in Cina, il quale, per altro, non era andato affatto bene. Le complicazioni iniziarono presto e il corpo dell’uomo iniziò a respingere l’organo, che mostrava segni di necrosi, probabilmente a causa di insufficiente apporto di sangue. Ci furono anche problemi psicologici – tra cui le obiezioni della moglie del paziente. Alla fine, appena due settimane dopo, l’innesto venne rimosso.

Gli specialisti in chirurgia ricostruttiva del Johns Hopkins Hospital erano tuttavia fiduciosi che il loro paziente, incontrato per la prima volta nel 2013, sarebbe stato un buon candidato per la chirurgia dei trapianti, anche se ci sono voluti ben cinque anni di preparazione (compresa una vasta sperimentazione sui cadaveri) prima che potessero avere una possibilità di provare, una volta che organi adatti di un donatore deceduto divennero finalmente disponibili.

Durante quel lungo periodo, erano stati completati tre altri trapianti di pene con successo: due in Sudafrica, entrambi su pazienti che avevano subito un’amputazione a causa di infezioni derivanti dalla circoncisione; e uno negli Stati Uniti, dove un uomo aveva subito una parziale penectomia per via di un carcinoma.

Nessuno di quei pazienti aveva però subito quello che aveva subito il soldato in cura all’ospedale Hopkins. Qui l’operazione sarebbe stata particolarmente ambiziosa perchè avrebbe coinvolto il trapianto di un singolo pezzo di corpo comprendente pene, scroto e parete addominale inferiore. Cosa mai tentata prima.

La sfida ha comportato la cucitura al microscopio di centinaia di minuscoli vasi sanguigni larghi in certi casi anche solo un millimetro di diametro. Un’operazione di 14 ore eseguita da 11 chirurghi differenti.

Ancora più significativo, è che a più di un anno da questo primo trapianto al mondo, il team medico riferisce che il paziente si sta riprendendo bene, con l’organo e le sue connessioni nervose ristabilite funzionanti e che si potrebbe sperare in un buon recupero.

“Ha erezioni quasi normali e la capacità di raggiungere l’orgasmo”, scrivono i ricercatori nel loro caso clinico.

Da notare che sebbene l’operazione abbia comportato il trapianto dello scroto, i ricercatori hanno scelto di non trapiantare anche i testicoli del donatore dopo aver consultato i bioeticisti, perchè, secondo questi, se fossero stati inclusi anche questi organi, ci sarebbe stato il rischio che il destinatario avrebbe potuto generare un bambino con il DNA del donatore e questo non sarebbe stato etico.

“Questo giovane non ha figli, ma si è dichiarato contento della decisione. Non ha una relazione al momento, ma sono sicuro che sta pensando di intraprenderne una adesso”, ha dichiarato uno dei chirurghi.

Un’altra aspetto unico in questo caso è stata l’infusione di midollo osseo da parte del donatore, che ha ridotto la richiesta di farmaci immunosoppressori del soldato che aiutano l’organismo ad accettare il nuovo organo. Attualmente ha bisogno di assumere una singola compressa al giorno e il team spera che con i progressi della medicina possa essere in grado di rinunciare completamente ai farmaci entro i prossimi 5-10 anni.

Ora l’uomo è tornato a camminare grazie a delle moderne protesi e dichiara: “per essere uno che per tanto tempo ha faticato a vedersi come un uomo, adesso mi sento tornato in pista”.