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Dalle previsioni di Bruxelles sull’economia italiana emerge un quadro poco rassicurante. Tagliate di nuovo le stime di crescita per il 2020, a cui si giunge con un già basso 0,1%, le stime di luglio vengono ritoccate di tre punti decimali. La crescita stimata per il prossimo anno si ferma a un poco entusiasmante 0,4%. 

Le misure espansive, previste dal governo giallo-verde, non hanno suscitato gli effetti desiderati sull’economia, anzi. Debito e deficit pubblico sono destinati ad aumentare, non solo a causa del rallentamento della crescita ma proprio per l’impatto di Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, riconfermate in manovra quest’anno.

Il peso di queste misure inizierà a gravare sulle casse dello Stato proprio nel 2020 e  la Commissione Europea dubita che l’effetto delle misure implementate contro la lotta all’evasione possa avere un effetto compensativo. 

La Ue avverte che le prospettive di crescita rimangono al ribasso e “l’Italia è esposta a un ulteriore indebolimento dell’economia globale e al potenziale peggioramento delle condizioni finanziarie dato il suo elevato debito pubblico”

Debito e deficit pubblico

Così è altamente probabile una deviazione significativa dalle regole di bilancio. Bruxelles, per il 2020, aveva indicato una riduzione di 0.6 punti del rapporto deficit/Pil, attualmente al 2,2%. Ma secondo la UE, per effetto della manovra il rapporto è destinato a crescere sino al 2,5%, ovvero nove decimali in più rispetto a quanto raccomandato, pari a un buco di 16 miliardi di euro. 

Analogamente è previsto un aumento del rapporto debito/Pil, già cresciuto al 136,2% nel 2019, 1,4 punti rispetto all’anno scorso, e destinato ad crescere di 0,6 punti nel 2021. 

Occupazione

Nel triennio 2019-20 il tasso di disoccupazione dovrebbe restare stabile al 10%, ma il rallentamento economico e il calo di produttività potrebbero determinare una riduzione dei posti di lavoro. Per questo “è improbabile che il tasso di disoccupazione scenda, anche a causa del nuovo regime di reddito minimo che dovrebbe indurre progressivamente più persone a registrarsi ufficialmente come disoccupati”.

Non ci sarà bocciatura

Nonostante il profilo negativo delineato dagli esperti di Bruxelles, il commissario europeo per gli Affari Economici Pierre Moscovici assicura che non ci sarà né un respingimento della manovra né l’apertura di una procedura di infrazione per il mancato rispetto dei vincoli di bilancio. Non si tratta di due pesi e due misure, spiega, ma  “lo scambio di lettere quest’anno si è avuto in un altro spirito, con un altro approccio, e il dibattito sul bilancio non si può paragonare”.

Paesi come Italia e Francia, con elevati debiti e deficit, prosegue, “devono aumentare gli sforzi per migliorare le loro finanze pubbliche e ridurre il loro deficit strutturale”. 

Ma le regole non sono un tabù, possono essere riviste, soprattutto dopo tanti anni. “E’ assolutamente logico riflettere su delle regole che ormai hanno una decina d’anni”, ha evidenziato Moscovici illustrando leprevisioni economiche. “Bisogna poterle semplificare, renderle più leggibili, più efficaci, e fare in modo che siano meno procicliche. Però non sto dicendo di mettere in dubbio il Patto piuttosto il suo adeguamento ad un’epoca magari nuova”.