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Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Brescia, ha portato a conclusione un’operazione, iniziata a maggio di quest’anno con il nome Darknet.Drug, che ha portato alla chiusura del “Berlusconi market”, un punto vendita online per merce illegale, insieme all’arresto dei tre giovani che gestivano questa piattaforma di vendita.

Attraverso le prime indagini di maggio era stato possibile individuare a Barletta un venditore di sostanze stupefacenti, che sul dark web portava il nome di g00d00, al quale furono sequestrati 2,2 chili di droga (cocaina, ketamina e MDMA), insieme a ecstasy e LSD. Grazie all’arresto di quest’ultimo e il sequestro dei personal computer e smartphone appartenenti al venditore, la Guardia di Finanza ha potuto effettuare le analisi necessarie ad individuare gli amministratori del “Berlusconi market”.

Come riporta il comunicato stampa della Guardia di Finanza:

“Berlusconi Market si presenta come un vero e proprio mercato on-line in cui i numerosi venditori (vendor) pubblicizzano e propongono in vendita merci e servizi illegali. Berlusconi Market era gestito da due “nickname” di cui uno – VladimirPutin – con il ruolo di amministratore e l’altro – EmmanuelMacron – quale moderatore. A partire da gennaio 2019, Berlusconi Market ha rappresentato il più importante mercato del Dark Web, sia per quantità di oggetti in vendita, sia per il volume degli scambi con oltre 100.000 annunci di prodotti illegali”.

L’aver utilizzato nomi di politici garantiva, insieme alle regole del dark web, il completo anonimato e la non tracciabilità dei soggetti che ne usufruivano.

I tre arrestati sono risultati essere tre ragazzi, uno di 19 anni e gli altri due di 26 e 27, che avevano messo in piedi l’intera infrastruttura informatica del “Berlusconi Market”, risultando colpevoli di associazione a delinquere, insieme ad una serie di reati in concorso con le terze parti (i vendor), tra cui vendita di armi, sostanze stupefacenti e documenti d’identità contraffatti.

“Dal complesso degli approfondimenti tecnici esperiti è emerso che i tre soggetti, hanno costituito tra loro una associazione a delinquere per l’amministrazione della piattaforma Berlusconi Market, poiché hanno sostenuto le spese relative al suo funzionamento, hanno preso le decisioni relative alla gestione, erano in possesso delle credenziali di amministratore ed hanno suddiviso tra loro i proventi illeciti maturati per circa 41 bitcoin, pari a circa 400.000,00 euro a fronte di un volume complessivo di transazioni annue pari a circa 2 milioni di euro” si continua a leggere nel comunicato stampa. 

Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma ha proceduto con l’emissione di misure cautelari personali della custodia in carcere a carico di tre soggetti, tutti e tre residenti in Puglia, insieme al sequestro dei dispositivi tecnologici dei soggetti amministratori, così da poter procedere con le analisi forensi volte all’individuazione dei vendor del market. 

Berlusconi Market costituisce il quarto esempio al mondo di Black Market del dark web reso non più operativo.