Questo articolo è stato tratto dal post originale pubblicato su questo sito

Indice dei contenuti

Entrerà a regime dal 1 giugno 2020 la plastic tax, misura che prevede una tassa di 1 euro per ogni chilo di imballaggio in plastica utilizzato per il confezionamento di un prodotto.

Così chiamata, a detta del governo, solo in quanto all’insegna della sostenibilità ambientale, entra nella Manovra nell’ambito del patto per l’ambiente, comunicato da governo come uno dei pilastri di questa e delle prossime leggi di bilancio.

Da plastic tax a tassa sull’acqua

La plastic tax, nata come tassa sulla plastica, è finita, in un certo senso, col trasformarsi in tassa sull’acqua.

Difatti, fino a quando l’acqua non sarà obbligatoriamente inserita in bottiglie di vetro, la plastica continuerà a restare il mezzo principale col quale le varie aziende venderanno il proprio bene di prima necessità.

Ad essere colpite dalla plastic tax le bottiglie da mezzo litro, le confezioni da un litro e mezzo e quelle da 2.

plastic taxTassa plastica 2020: Grandi polemiche per l’attuazione lineare e non scalare, se applicata anche a plastica riciclata o materiali compostabili

Per i cittadini si parla di doppia tassazione

Per i cittadini si parla di doppia tassazione: non basta l’Iva al 22% su un prodotto considerato di prima necessità ma persino una tassa sugli imballaggi e contenitori in plastica monouso, venduti in Italia in svariati posti (stadi, scuole, concerti, fiere,eventi, bar, ecc.).

I proprietari delle attività di ristorazione dovranno servire bottiglie in vetro con un rincaro per i clienti, consumatori finali.

Il parere di Confindustria sulla plastic tax

La plastic tax ha già fatto infuocare Confindustria, secondo cui tale misura non avrebbe finalità ambientali ma, al contrario, penalizzerebbe i prodotti e non i comportamenti.

Secondo essa, rappresenterebbe unicamente un’imposizione diretta a recuperare risorse, ponendo ingenti costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese.

Cosa ne pensa Legambiente

La plastic tax, secondo Legambiente, è uno strumento utile ma, a detta del suo presidente Stefano Ciafani, deve essere modulare e non lineare.

Insomma, non andrebbe applicata ai manufatti che provengono da plastica riutilizzata e per quelli fatti da materiali compostabili.

“Dobbiamo penalizzare ciò che non va a riciclo in tutti i settori, dall’automobilistica all’edilizia”, dice il presidente.

L’opinione di Greenpeace sulla nuova tassa

Greenpeace fa i conti e lancia l’allarme. “Se una bottiglia di plastica pesa 9 grammi, facendo un semplice calcolo ci rendiamo conto di quanto la tassazione rischia di rivelarsi inefficiente“, spiega Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento per l’Italia a il fattoquotidiano.it.

“Lo scopo dovrebbe essere quello di tassare comportamenti nocivi per l’ambiente e non prettamente fiscale. Per fare questo -aggiunge- la tassa dovrebbe essere accompagnata da una serie di misure che ad oggi nel nostro Paese non sono ancora state adottate”.

Tassa sulla plastica: le misure saranno applicate esclusivamente alle plastiche di vecchia generazione non compostabili.

Il parere del Codacons sulla plastic tax

La plastic tax rischia, a detta del Codacons, di trasformarsi in una tassa a carico dei cittadini.

Questo perchè le aziende non potranno accollarsi i costi del nuovo balzello che sarà quindi scaricato ai consumatori finali.

Si stima che la plastic tax porterà nelle casse dello Stato circa 1,7 miliardi solo nel 2020.

Il punto di vista e i chiarimenti del Ministro dell’ Ambiente Costa

A portare un punto di vista autorevole nel dibattito è il Ministro dell’Ambiente Costa che a Coffe Break su La7 ha chiarito la ratio delle nuove misure di tassazione sulla plastica e soprattutto la necessità di una nuova visione di prospettiva sulla produzione di plastica e imballaggi.

Si fa notare al Ministro che questa tassazione potrebbe far nascere un grande problema per le elezioni regionali di gennaio in Emilia Romagna, proprio perchè è dove c’è gran parte della produzione nazionale di plastiche.

Costa innanzitutto ci ricorda che l’Italia è leader mondiale nelle produzione delle bioplastiche e delle plastiche compostabili, cioè materiali che rientrano nell’economia circolare.

La Plastic Tax si applica a tutto ciò che è esterno a questa categoria. E per questo si sta lavorando per far si che tute le aziende che si trovano nella condizione di cambiare il sistema produttivo, lo possano fare, in questa fase di transizione, per aumentare il senso di tutela dell’ambiente.

Non teme che a pagare siano i consumatori?

No, perché se la tassa fosse vista in termini rigidi, potrebbe essere così. Ma questa legge ha previsto risorse e fondi proprio per aziende che vogliono cambiare il sistema produttivo evitando plastica non riciclabile o usa e getta .

L’importanza dei prodotti sfusi

Inoltre, giustamente viene ricordata una importante misura presente nel DL Clima ( una delle tante misure che fa parte del Green New Deal del Governo ): la creazione di angoli commerciali aiutati a fondo perduto per offrire al pubblico prodotti sfusiper i quali noi stessi avevamo ricordato una petizione di Change – o senza imballaggio con evidente risparmio per i consumatori.

Inoltre, in caso di necessità per determinati specie di prodotti per i quali gli imballaggi sono imprescindibili, si userà una plastica compostabile, e per questo le aziende saranno aiutate.

Questo porterà l’Italia ad avere ancora più leadership nel campo delle plastiche biodegradabili, anche perché il paese è pronto per il grande salto, anche a livello di consumo individuale.

Le persone ora hanno capito che occorre un cambio radicale nel cambiamento delle abitudini, se vogliamo un futuro sostenibile per le nuove generazioni. Il Ministro ricorda il suo passato di investigatore dove ha trovato plastiche non riciclabili fino a 24 mt sotto terra, facendo un chiaro riferimento all’annoso problema della Terra dei Fuochi.

Si sta pensando ad alternative prima di poter cambiare stili di vita?

Tutto ciò che fa male all’ambiente ed è sostenuto dalle spese dello Stato ( sussidi e incentivi a produzione di vecchio stampo che inquina e non rientra nell’economia circolare ) deve essere trasformato per ciò che attiene alla tutela dell’ambiente, cioè occorre un cambiamento di come interpretare e sostenere il sistema economico-produttivo.

Guarda il video del Ministro Costa a La7

Le differenti posizioni dei partiti di governo

Nel gruppo parlamentare del PD si confrontano opinioni diverse sul tema. Le fortissime proteste delle industrie e dei sindacati del settore, in particolare le associazioni della componentistica auto, già penalizzate dalla crisi tedesca, possono portare addirittura alla cancellazione

plastic tax M5S

I 5 Stelle sono sostanzialmente favorevoli all’imposta che favorirebbe il decollo dell’economia circolare, ma anche in questo partito si cercherebbe un compromesso per evitare misure che penalizzino nell’immediato il made in Italy

Totalmente contraria alla plastic tax che parla di provvedimento dannoso per le imprese, demagogico e poco utile sia sul fronte ambientale che su quello della cosiddetta economia circolare. Vuole cancellare o cambiare la norma in Parlamento.

Il dibattito tra favorevoli e contrari alla plastic tax è alquanto acceso

Resta il fatto che il dibattito tra favorevoli e contrari alla plastic tax è l’alquanto acceso.

E voi cosa ne pensate? Siete dell’opinione che la nuova misura sia un bene, un’ occasione per cambiare abitudini, ritornando alle classiche borracce e a risparmiare o siete dell’ottica che a tassare un bene primario come l’acqua a rimetterci siano solo i cittadini?