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La rivista mensile Popular Mechanics li definisce “unstoppable” – inarrestabili. Secondo l’autore del pezzo pubblicato, Kyle Mizokami, esperto in difesa ed elettronica che vive a San Francisco, il nuovo sistema sarebbe appunto inarrestabile perché permetterebbe attacchi multipli con un centinaio di droni contemporaneamente, ognuno dei quali capace di portare dispositivi esplosivi piuttosto potenti.

“Gli enormi stormi di droni russi non sarebbero molto difficili da intercettare”, scrive Mizokami.

Nell’articolo viene osservato che questi droni costruiti secondo il principio dell’ala volante unica, saranno in grado di decollo e atterraggio verticale e saranno capaci di un carico di due chilogrammi e mezzo. Secondo Mizokami gli strumenti di difesa tradizionali – missili, droni, pistole, fucili o mitragliatori che si voglia, sarebbero insufficienti e non adeguati alla neutralizzazione completa di un attacco  ‘Flock-93’.

“Il sistema di difesa potrebbe abbattere il 90 percento dei droni, il che è molto buono, ma manca ancora il dieci percento dei droni”, scrive nell’articolo.

Secondo l’autore quindi, quando il sistema russo sarà operativo, il ‘Flock-93’ diventerà un problema serio per tutti gli avversari di Mosca.

Sviluppato dal centro scientifico di addestramento militare dell’Aeronautica militare russa (Zhukovsky Military Research Center, Voronezh), “Flock-93”, in russo ‘Стая-93’ (traslitterato ‘Staya-93’, in italiano ‘Stormo-93’) è stato presentato in estate al forum Army-2019. Tale sistema è composto da un insieme coordinato di droni teleguidati composto da un drone guida. Se durante l’attacco il drone guida viene colpito, un altro drone prende il suo posto e diviene a sua volta il ‘capo stormo’. A seconda della missione di combattimento il numero di droni può essere aumentato indefinitamente.