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“I paesi europei lavorano sui modi di aggirare le sanzioni americane all’Iran. E’ giunto il momento di invertire la rotta. E’ giunto il momento di incrementare la pressione e non di ridurla. E’ giunto il momento di unirsi agli USA ed accentuare le pressioni nei confronti dell’Iran”, riferisce il comunicato di Netanyahu diffuso oggi dal suo ufficio stampa.

Secondo il premier israeliano, “mentre l’Iran si sbriga ad arricchire l’uranio per la produzione delle arme atomiche, i paesi europei cercano di favorire l’Iran, facendo ulteriori concessioni”.

“Questi paesi europei dovrebbero vergognarsi. Non hanno imparato nulla dalla storia? A quanto pare, no. Essi autorizzano il regime terroristico di sviluppare i propri armamenti atomici e i missili balistici, il che porterà a conseguenze terribili sia per loro, che per il resto del mondo”, ha aggiunto Netanyahu.

Ieri è stato reso noto che sei paesi europei, tra cui Belgio, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, hanno aderito allo Strumento a sostegno degli scambi commerciali, ovvero Instex (Instrument in support of trade exchanges). Instex è un meccanismo instaurato da Francia, Germania e Gran Bretagna che facilita le transazioni commerciali legali tra gli operatori economici europei e l’Iran. Secondo i paesi fondatori di tale meccanismo, questa iniziativa aiuterà a preservare il Piano d’azione congiunto globale sul nucleare iraniano (JCPOA), dopo l’abbandono di esso da parte degli USA.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015

Il JCPOA è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all’Unione Europea. L’Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le sue riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni. Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato la fuoriuscita unilaterale dall’accordo, proclamando la strategia di sanzioni rigide nei confronti dell’Iran.