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Il museo polacco aveva criticato il gigante dell’e-commerce statunitense Amazon per aver permesso di mettere in vendita ornamenti natalizi e decorazioni con immagini del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau.

Sull’account del museo era apparso dapprima un tweet con le schermate degli oggetti in vendita incriminati e il seguente testo: “Vendere ‘ornamenti natalizi’ con immagini di Auschwitz non ci sembra appropriato. Auschwitz su di un apribottiglie è piuttosto inquietante e irrispettoso. Chiediamo alla Amazon di rimuovere gli articoli di quei fornitori”.

​Successivamente lo stesso account del museo annunciava che Amazon sembrava aver rimosso gli articoli, ringraziando per l’intervento, salvo però dover rilevare, ancora più tardi, di averne scoperti ancora degli altri come un tappetino per mouse o una ceramica con raffigurato uno dei vagoni usati per deportare gli ebrei per lo sterminio.

​Amazon ha spiegato al quotidiano Metro: “Tutti i venditori devono seguire le nostre linee guida di vendita e coloro che non lo fanno sono soggetti a provvedimenti, inclusa la potenziale rimozione del proprio account. I prodotti in questione sono stati rimossi.”

Auschwitz

La Germania nazista istituì il campo di sterminio dopo aver occupato la Polonia durante la seconda guerra mondiale. Il sito divenne il simbolo del genocidio nazista. Si calcola che tra il 1940 e il 1945 vi siano morti circa un milione di ebrei e più di 100mila altre persone. Il 27 gennaio 1945 il campo venne liberato dalle truppe sovietiche che salvarono circa 7 mila prigionieri.