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“Come un mese e mezzo fa, le ridicole accuse degli autori del fake si basano su un video di origine sconosciuta pieno di caschi bianchi che si agitano sullo sfondo degli edifici del campo profughi; immagini del cielo blu in cui si suppone vi fosse l’aereo russo e frammenti di frasi russe attribuibili ai piloti dell’aviazione russa”, ha dichiarato il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo.

Ha aggiunto che nell’articolo si sottolinea che i giornalisti del Nyt hanno compiuto enormi sforzi per “decifrare” i negoziati dei piloti russi in Siria per molti mesi.

“Per la delusione di chi ha ordinato questo fake, siamo costretti a ricordare ancora una volta che la comunicazione delle coordinate degli obiettivi ai piloti dei bombardieri russi o dei loro compiti non vengono effettuati in collegamento radio aperto. Pertanto tutte le altre prove citate dalla testata sono grossolane e inutili, in russo si definiscono come “un dito verso il cielo”. Resta da indovinare su cosa abbia speso tempo e denaro la redazione in questi mesi”, ha aggiunto sarcasticamente Konashenkov.

Ha inoltre sottolineato che “per coincidenza” il 27 novembre, pochi giorni prima della pubblicazione del materiale, l’Osservatorio per i diritti umani in Siria con sede a Londra aveva annunciato che a ottobre era stato firmato un accordo con il New York Times per condurre congiuntamente “indagini” sui crimini di guerra in Siria.

“Pertanto se nello scorso fake di ottobre del Nyt eravamo dispiaciuti per il fatto che un giornale serio sia diventato vittima di manipolazioni da parte di terroristi e dei loro servi dei Caschi Bianchi, in questa situazione è inappropriato: tutto è avvenuto di comune accordo,” – ha constatato Konashenkov.