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Prima si astiene, poi vota a favore dell’uso del glifosato ma solo in casa altrui. Perché ora la Germania vuole vietare a casa propria il famigerato pesticida, considerato “probabile cancerogeno” dalla Iarc e finito nella bufera dopo la pubblicazione dei Monsanto papers perché la multinazionale avrebbe condizionato il giudizio “assolutorio” dell’Efsa.

Se la Csu, il partito della cancelliera Merkel, spinge per un divieto all’uso privato (nei giardini di casa, per intenderci) già in vigore in Italia, i socialdemocratici della Spd e i Verdi stanno spingendo per un divieto nazionale completo. Harald Ebner, l’esperto che per i Grün tedeschi ha seguito il dossier Glifosato, ha insistito sul fatto “che il divieto di uso privato rappresenterebbe una piccola riduzione della quantità di glifosato utilizzato nel paese e non gioverebbe all’ambiente e alla salute”. Servirebbe insomma una messa al bando completa anche per gli usi agricoli (ma gli agricoltori tedeschi si sono sempre schierati in Europa a favore del rinnovo della licenza).

Dall’astensione al Sì per il rinnovo della licenza in Europa

Nel 2017 a Berlino dopo quasi 4 mesi dalle elezioni mancava ancora un governo. E proprio in questa incertezza istituzionale che sarebbe nato il “voltafaccia” tedesco in Europa sul glifosato. In sintesi: in ben due occasioni la Germania a settembre e ottobre 2017 si è astenuta mentre a sorpresa il 27 novembre ha abbandonato l’Italia e la Francia ferme sul loro “No”, e si è schierata per il “Sì” al rinnovo della licenza per altri 5 anni del glifosato in Europa. Voti che hanno contato nella decisione finale in favore di quella Monsanto (proprietaria del RoundUp, l’erbificida più usato al mondo a base di glifosato) che dovrebbe anche in sposa alla tedesca Bayer.

La cancelliera in mezzo al guado

La Merkel non digerì il voto favorevole della Germania in Europa. Secondo i retroscena, la decisione di votare a favore della licenza è stata presa dal ministro dell’Agricoltura Christian Schmidt senza il sostegno del ministero dell’Ambiente. Per quel voto  Schmidt è stato redarguito dalla cancelliera  Merkel che ora di fronte alla richiesta opposta (mettere al bando il glifosato) per giunta a casa propria rischia davvero una brutta figura con i consumatori europei.

La Germania prepara il divieto del glifosato nel proprio paese

La Germania, dopo aver imposto la proroga dell’uso del glifosato nella Ue fino al 2022, prepara il divieto d’utilizzo nel proprio paese. Il ministro federale dell’Ambiente Svenja Schulze ha annunciato di voler fissare una data per la fine del famigerato erbicida, di lavorare a nuove procedure di autorizzazioni dei fitosanitari e di voler creare zone di compensazione prive di pesticidi, soprattutto a ridosso di aree sensibili come i corsi d’acqua.

Il governo di Berlino però è diviso visto che il ministro dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, Julia Klöckner: “C’è già un accordo per ridurre progressivamente l’uso del glifosato siglato in aprile e non vedo perché ora bisogna rimettere in discussione quell’intesa”.

Le aree di compensazione

Secondo la proposta dellla Schulze a partire dal 2020 gli agricoltori in Germania potranno usare solo erbicidi ad azione generica, come il glifosato, se lasceranno anche il 10% della terra non trattata come aree di compensazione. Lo stesso iter di approvazione dei prodotti fitosanitari dovrebbe essere modificato. Ma anche su questo c’è profonda divisione tra le due anime della Grosse Koalition.

Agenzia ambientale: “Glifosato crea enormi danni”

“Il glifosato distrugge tutte le piante e quindi le fonti di cibo e gli ambienti naturali di molte specie di insetti e uccelli, come farfalle e allodole” ha criticato Maria Krautzberger, presidente dell’Agenzia tedesca per l’ambiente (Uba). Su questo naturalmente c’è la netta opposizione di Bayer, la multinazionale tedesca che ha acquisito Monsanto, storica proprietaria del RoundUp l’ebricida più usato al mondo a base di glifosato.

Fonti: https://ilsalvagente.it/2017/12/19/glifosato-prima-berlino-lo-impone-alla-ue-e-poi-lo-vieta-a-casa-sua/29621/

Glifosato, la Germania prepara il divieto: “Creiamo aree pesticidi-free”


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