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Il carro armato sovietico “Object 279” fu realizzato alla fine degli anni ’50 e aveva diverse caratteristiche strutturali abbastanza insolite.

Il carro armato ha un telaio con una corazzatura di 269 mm coperto da uno scudo sottile ellittico che lo protegge da proiettili HEAT a carica cava, e che previene il capottamento del mezzo nel caso di esplosione nucleare, proteggendo il carro e il suo equipaggio sia dall’onda d’urto che dalle radiazioni.

Inoltre, il veicolo da combattimento ha quattro cingoli montati su due blocchi vuoti rettangolari e longitudinali, che gli permettono di muoversi agilmente su terreni sconnessi, paludosi e cavalli di frisia.

Il carro armato ha una corazzatura di 319 mm nella torretta e 269 mm nel punto più blindato dello scafo. Questi indicatori superano significativamente le caratteristiche del famoso carro armato sovietico T-72 entrato in servizio negli anni ’70.

Tuttavia, “l’Object 279” non è mai entrato in servizio per due motivi. Il primo è che i carri armati pesanti dopo gli anni ‘50 hanno perso la loro rilevanza, quando i veicoli leggeri, in grado di manovrare e muoversi rapidamente, hanno iniziato a essere considerati più efficaci in battaglia.

In secondo luogo l’allora Primo segretario del PCUS (Partito Comunista dell’Unione Sovietica) era un grande fautore dei carri armati dotati di missili con sistema di guida, ed era convinto che questi avrebbero del tutto sostituito i carri armati convenzionali, riporta il National Interest.

L’unico esemplare di questo veicolo oggi esistente è in mostra al Museo dei mezzi corazzati di Kubinka, a 50 km da Mosca.