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Fallisce la raccolta di firme dei Radicali per il referendum sul taglio dei parlamentari. Servivano 500 mila firme, ma sono riusciti a raccoglierne solo 669. Le firme sono state comunque depositate in Cassazione per “verbalizzare” la censura e il boicottaggio che ritengono di aver subito dalla stampa. 

“Abbiamo voluto verbalizzare la violenta censura attuata dai media e dal servizio pubblico” ha dichiarato durante una conferenza stampa di piazza il segretario del partito Maurizio Turco, secondo cui i mezzi di informazione non avrebbero dedicato abbastanza spazi alla loro campagna di raccolta firme. 

Con un cartello recante la scritta “no al taglio della democrazia” e un manifesto “Con la riduzione dei parlamentari questo è il risparmio annuale per ogni cittadino: un caffè”, protestano contro una riforma che ritengono ridurre la rappresentanza democratica. 

Con Turco sono presenti anche Rita Bernardini e Roberto Giachetti, che si chiede: “La domanda che сi dobbiamo fare è: chi ha paura del referendum? E ancora: perché hanno paura che si pronunci il popolo?”.

L’appello alla Lega

Domenica scade il termine per la raccolta firme in parlamento. Dopo aver ricevuto il ritiro di alcune firme dei Dem e Forza Italia, i radicali si rivolgono alla Lega. 

“Facciamo un appello a Salvini – ha detto Turco – perché consenta che in questo Paese vi sia un referendum e un dibattito su una riforma costituzionale così importante che, con la legge elettorale della maggioranza M5s-Pd, punta a escludere ancora di più i cittadini dalla scelta dei propri rappresentanti e dalla scelta del governo del Paese. Sia il popolo a decidere”.