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Per l’Italia la stagnazione si conferma anche nel quarto trimestre del 2019, a scriverlo il Centro Studi di Confindustria, nell’edizione di gennaio del report ‘Congiuntura Flash’, che fotografa l’economia italiana e mondiale in breve.

L’Italia è appena sopra lo zero, con l’Industria “ancora in difficoltà” anche se a dicembre gli ordini sono “in parziale recupero”. Tuttavia il PMI (Purchasing Managers’ Index) è calato a 46,2. Secondo il Centro studi Confindustria bisogna attendersi un ulteriore calo della produzione nel trimestre.

In contro tendenza il PMI nei servizi, dove è salito a 51,1.

Lo strano effetto dell’occupazione che sale

Da più parti è stato fatto notare la strana situazione di una Italia la cui crescita è sostanzialmente ferma al palo, e di una occupazione che però cresce portando la disoccupazione ai minimi storici.

“È ripartita in autunno l’espansione dell’occupazione (+0,2% a ottobre-novembre sul 3° trimestre), trainata dalla componente dipendente, specie a tempo indeterminato. Gli occupati in aumento a ritmi più alti del PIL implicano un calo della produttività del lavoro (-1,3% da inizio 2018)”, afferma il Centro studi Confindustria.

Cos’è che va male in Italia?

Va male un po’ tutto. A volerli elencare i mali economici dell’Italia non basterebbe un articolo, ma Confindustria ci aiuta a sintetizzare i principali.

  • L’export cresce con molta fatica anche se deve dire grazie alle vendite extra-UE, con il Giappone e la Svizzera tra i mercati più dinamici.
  • I consumi interni restano deboli, la fiducia delle famiglie è comunque in fase di recupero e anche le immatricolazioni di auto sono salite del +2,6% nel quarto trimestre. Ma gli italiani tendono a risparmiare in modo notevole.
  • Non partono gli investimenti. Le imprese non investono o investono poco.
  • Credito in calo. Il volume di prestiti alle aziende italiane si sta riducendo sensibilmente (-1,9% annuo).