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Ospite ad Agorà la sardina Donnoli non risparmia nessuno, da Renzi a Salvini passando per il M5s: rappresentano l’incompetenza politica. Mentre loro, le sardine, sono i più virtuosi.

“Agli italiani è emerso molto chiaro che se il Pd non ha una sua forza e non apre alla società civile è difficile trovare un’alternativa a questo governo”.

Quelle che avete appena letto erano alcune dichiarazioni rilasciate da Romani Prodi e riportate dall’Ansa in cui elogiava il lavoro del neo segretario Nicola Zingaretti: era il 14 marzo 2019.

“La democrazia moderna – diceva Prodi – vive di coalizioni e di aperture. L’autosufficienza non esiste in nessun partito di nessun Paese mondiale”. Oggi Zingaretti rilancia quell’idea che tanto piacque a Romano.

“Vinciamo le elezioni [regionali] – ha detto il segretario del Pd – facciamo il congresso […] di grande apertura, di grande rinnovamento, non per costruire un nuovo partito ma un partito nuovo, più aperto e coinvolgente perché è sempre più chiaro che l’alternativa alla Lega è il Partito democratico”.

Parole che sembrano aver fatto breccia nel movimento delle sardine, tant’è che il portavoce Mattia Santori, intervistato a Radio Capital, alla domanda del conduttore se si sentono pronti a entrare in un nuovo Partito democratico risponde:

“È presto per dirlo ma una cosa Zingaretti l’ha detta giusta: offrire un approdo a chi non ce l’ha. Noi in questo momento un approdo non ce l’abbiamo […] ascoltiamo e valutiamo”.

Stamattina, durante il programma Agorà condotto da Serena Bortone, tra gli ospiti in studio c’era il deputato Pd Brando Benifei e la sardina Donnoli.

Dopo una lunga sviolinata di Brando al nuovo movimento di piazza, la sardina massacra Renzi e poi elogia Zingaretti. Non prima però di aver spiegato ai presenti cos’è questo movimento. Forse con un pizzico di presunzione? Giudicate voi.

La sardina Donnoli ospite dalla Bortone

“Sono milioni di persone – spiega Donnoli – con diverse sensibilità e sfumature. Il movimento è fatto delle energie migliori di questo Paese, i più competenti”.

E aggiunge: “Ci sono professori universitari della mia età […], ci sono i giovani imprenditori più innovativi d’Italia. Sono le persone che hanno messo in piedi le esperienze più virtuose di questo Paese. Ecco cosa sono le sardine”.

Maurizio Gasparri di Forza Italia ribatte: “Sono bravi ragazzi ma quello che lei dice non si è percepito”. La sardina tralascia il confronto con Gasparri e attacca Renzi.

Per Donnoli quello che fu il “rottamatore” oggi “fa parte della vecchia politica” e lo critica per non aver capito la piazza. “Renzi rappresenta la sconfitta della sinistra sia da un punto di vista politico che di comunicazione”.

Bene ha fatto invece Zingaretti ad aprire al movimento delle sardine: “Il Pd è l’unico partito a essersi messo in discussione grazie alle nostre piazze”.

Il quadro sembra abbastanza chiaro: le sardine sono nate contro i “populismi” delle destre e adesso attaccano anche Renzi. A salvarsi è soltanto il Pd.

Ricapitoliamo: Prodi nel marzo 2019 benedice l’apertura di Zingaretti, che oggi parla di rinnovamento e di un nuovo Pd da riempire. Le sardine, il cui il portavoce era un collaboratore di Prodi, sono in cerca di uno spazio da occupare. Solo un caso?

Forse dovrebbe far riflettere l’atteggiamento tenuto dal candidato Pd in Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che ha evitato di esporre il simbolo del partito sui manifesti. Il Pd vuole darsi una ripulita e questo movimento potrebbe rappresentare quel rinnovamento di cui parlano Prodi e Zingaretti.

Quello che vorrebbero far apparire come “nuovo” potrebbe in realtà rappresentare il vecchio. Se così fosse, le sardine non avrebbero nulla di spontaneo, anzi. Insomma, il Pd vuole mascherarsi e, del resto, manca poco a carnevale.

pietro di martino

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