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Luigi Di Maio da Tunisi, dove è in visita speciale per discutere della crisi libica, lancia la sua richiesta di coinvolgimento della Tunisia e dell’Algeria nella conferenza di Berlino che darà avvio al processo di stabilizzazione dell’Africa del Nord.

“L’Italia crede che la Tunisia debba avere il ruolo che merita alla conferenza di Berlino al tavolo con tutti gli attori di questa crisi che ci preoccupa”, ha detto durante la conferenza finale da Tunisi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Al termine dell’incontro con il presidente tunisino Kais Said, Di Maio ha ribadito che “non può esserci nessuna soluzione duratura e stabile senza il coinvolgimento di Paesi vicini fondamentali come Tunisia e Algeria”.

L’impegno dell’Italia ad includere la Tunisia nel processo di pace

“L’Italia ha preso impegno con la Tunisia di chiedere il coinvolgimento a Berlino e continueremo a coinvolgerla anche a latere della conferenza, crediamo che insieme si possa elaborare un nuovo approccio innovativo per arrivare a una pace duratura”, questa la posizione dell’Italia sulla crisi in Libia espressa da Di Maio.

Una guerra per procura

Secondo Di Maio, “quella che abbiamo davanti è una guerra per procura: dobbiamo fermare ogni interferenza esterna”. Ecco perché intende coinvolgere nel processo di pace anche paesi come l’Algeria e il Marocco.

“È insieme che bisogna lavorare verso un nuovo approccio, che coinvolga tutti al tavolo del dialogo”.

Ed in fine, sul commercio di armi legato alla Libia Di Maio asserisce:

“Bisogna smetterla di vendere armi. Deve prevalere la via diplomatica”.