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Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, appena eletta nell’incarico dopo le dimissioni di Fioramonti, è stata accusata dalle colonne di La Repubblica di avere plagiato la sua tesi di laurea.

Subito è giunto dalla Lega la richiesta di dimissioni della neo ministra, che intanto si trovava ad Auschwitz con gli alunni italiani.

E proprio dai campi di sterminio nazisti in Polonia, la Azzolina risponde alle accuse che le vengono rivolte con un breve messaggio video affidato alla stampa nazionale:

“Non fatevi prendere in giro, non è né una tesi di laurea, né plagio, e né nulla. Ho letto tantissime sciocchezze in queste ore. Ma d’altra parte non mi stupisce mica che Salvini non sappia distinguere una tesi di laurea da una tesi di fine relazione di un tirocinio SIS. Non ha mai studiato in vita sua, sarebbe strano se le distinguesse”.

Le citazioni mancanti

Secondo la ricostruzione fatta da Massimo Arcangeli su La Repubblica, la neo ministra della scuola Azzolina avrebbe omesso di citare le fonti in cinque passaggi del testo redatto per acquisire l’abilitazione all’insegnamento di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado.

La tesi di 41 pagine ometterebbe, quindi, di citare le opportune fonti e questo può essere considerato plagio o comunque un errore non secondario se compiuto in un testo da presentare in ambito accademico, per giunta per acquisire un titolo.

Per ora la Azzolina non ha puntualmente risposto a quanto Arcangeli gli contesta.