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Il sostegno degli Usa potrebbe venir meno se Israele è pronto a tracciare in maniera unilaterale una mappa per l’annessione dei territori della Cisgiordania. Secondo l’ambasciatore USA in Israele, David Friedman, un’azione unilaterale da parte di Tel Aviv, metterebbe in discussione il progetto di pace presentato dal presidente Donald Trump.

“Israele è tenuto al completamento del processo di mappatura attraverso un comitato congiunto israelo-americano. Qualsiasi azione unilaterale in anticipo rispetto al completamento del processo del comitato mette in pericolo il piano e il riconoscimento americano “, ha detto Friedman, in un messaggio pubblicato su Twitter.

Sabato scorso il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il suo governo ha iniziato a elaborare le mappe dei territori occupati di Cisgiordania, in conformità con il piano di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tuttavia, a giudicare dal messaggio di Friedman, sembra che Washington abbia contestato l’esclusione dal processo e potrebbe potenzialmente ritirare il sostegno al piano, se Israele procedesse da solo.

L’area da mappare comprende tutti gli insediamenti illegali di Israele nella Valle del Giordano. Questi territori, in base ai trattati di pace del 1967, sono stati assegnati ai palestinesi e dovrebbero far parte di un futuro stato di Palestina.

Per questa ragione il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen si è detto assolutamente contrario all'”accordo del secolo” proposto da Trump. 

“L’unica mappa che può essere accettata come la mappa della Palestina è la mappa dello stato palestinese ai confini del 1967 con Gerusalemme come capitale ”, ha affermato Nabil Abu Rudeinah, portavoce dell’Anp.

I palestinesi hanno considerato un oltraggio la proposta di pace degli USA. Lo sdegno per l'”accordo del secolo” ha causato, nelle settimane scorse, violenti incidenti sia in Cisgiordania che a Gerusalemme.