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“Un uomo è stato arrestato per aver rubato maschere mediche da un’auto. All’alba dell’11 febbraio, criminali hanno rotto i finestrini di un’auto privata e rubato otto scatole contenenti un totale di 160 maschere mediche di tipo N95”, ha dichiarato la polizia su Twitter.

Le forze dell’ordine hanno chiarito che l’uomo è stato individuato grazie ai registri delle telecamere di sorveglianza. Un secondo partecipante all’insolito furto sarebbe stato individuato e, assicura la stessa polizia, “faremo tutto il possibile per consegnarlo alla giustizia”.

Ad Hong Kong, come per altro in molte altre città della Cina, si è recentemente assistita ad una escalation della domanda di maschere mediche per via dello scoppio dell’emergenza coronavirus.

“Coloro che hanno maschere mediche e altri prodotti utili a combattere l’epidemia possono facilmente diventare vittime dei ladri”, ha avvertito la polizia, che sta prendendo il problema sempre più sul serio dato che effettivamente questi prodotti stanno diventando molto ambiti dai criminali che possono sfruttare le penurie di fornitura.

In precedenza è stato riferito di polemiche scoppiate tra la città di Dalì, nella provincia sud-occidentale dello Yunnan, e quella di Chongqing. Le autorità della prima avrebbero intercettato e trattenuto la fornitura di mascherine destinata alla seconda, città 10 volte più popolosa.

Il rischio, temono più o meno implicitamente le autorità, è che oltre agli atti di sciacallaggio e criminalità sporadici, comunque fisiologici in situazioni di crisi, possano aggiungersi episodi di psicosi collettiva capaci di peggiorare ulteriormente la situazione e compromettere la regolare distribuzione dei materiali sanitari.