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Dimessi dallo “Spallanzani” 20 cinesi entrati in contatto, in quanto facenti parte della stessa comitiva di turisti, con la coppia di connazionali contagiati dal coronavirus 

Coronavirus

Mentre vengono definiti stabili le condizioni della coppia di anziani coniugi cinesi in trattamento presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Spallanzani” di Roma, polo di riferimento nazionale nel contrasto alla diffusione del covid-19, nuova denominazione del coronavirus consigliata dagli esperti dell’OMS, così come sono in netto miglioramento le condizioni cliniche del giovane ricercatore che ha contratto il virus a Wuhan, sono stati dimessi stamani 20 turisti cinesi che facevano parte della comitiva della coppia risultata positiva al coronavirus. Come da protocollo, sono stati in quarantena 14 giorni e sono sempre risultati negativi al test. Tra loro anche cinque minori. A salutarli l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato e il Direttore Sanitario dell’ospedale Francesco Vaia ed un funzionario dell’Ambasciata cinese che ha ringraziato il personale dello “Spallanzani” per l’eccezionale servizio offerto ai propri connazionali. Prenderanno un volo per la Cina.

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Coronavirus, dimessi dallo “Spallanzani” 20 cinesi. Nuovo calo borse asiatiche

Gli esperti hanno preconizzato il picco dell’epidemia del covid-19, meglio noto come coronavirus per la fine del corrente mese e man mano che ci avviciniamo a questa fatidica data aumentano esponenzialmente le vittime del virus cinese: 242 decessi in un solo giorno nella sola provincia dello Hubei e un bilancio dei contagiati drasticamente aumentato per il nuovo sistema di classificazione della diagnosi adottato dalle autorità sanitarie. In tale contesto immediate le ricadute negative sull’economia cinese: la Borsa di Shanghai ha chiuso in ribasso dello 0,7%, Shenzhen ha perso lo 0,23%. A cascata, anche le altre principali piazze asiatiche hanno chiuso in territorio negativo: Tokyo ha registrato un calo dello 0,14%, Hong Kong -0,4%. Performance che interrompono una serie di rialzi che si protraevano da una settimana. Intanto in Cina “rotolano altre teste” dopo quelle dei vertici della sanità e del PCC dello Hubei: Wang Zhonglin è il nuovo capo del partito comunista cinese di Wuhan, città focolaio del coronavirus che ha causato nel Paese oltre 1.350 vittime. Wang sostituisce Ma Guoqiang che, a fine gennaio in un’intervista alla tv statale Cctv, aveva ammesso i ritardi nella scoperta del coronavirus. “Mi sento in colpa, rammaricato e mortificato -aveva detto- se fossero state adottate prima le misure di controllo rigorose, oggi il risultato sarebbe stato migliore“.

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