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Raffinata operazione contro l’evasione fiscale internazionale e il riciclaggio di denaro delle Fiamme Gialle di Frosinone contro 13 soggetti di origine italiana, in gran parte pregiudicati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, riciclaggio, bancarotta e omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

Dal 2012 al 2017, ha quantificato la Guardia di Finanza, 81 milioni di euro sono transitati sotto forma di giocate presso un casinò compiacente con il supporto di un’agenzia di “porteur” ufficialmente registrata nel Regno Unico ma il cui socio unico, seppur registrato all’Anagrafe dei residenti all’estero (Aire), viveva stabilmente in Italia e si occupava di procurare clienti al casinò curandone l’accesso, la loro permanenza e uscita dalla sala da gioco.

Il riciclaggio avveniva proprio nel casinò, dove sarebbero passati almeno 20 milioni di euro prima di essere depositati all’estero da soggetti che in Italia risultavano essere nulla tenenti.

La tecnica

I malviventi prendevano soldi provenienti dal fallimento di alcune società e li riciclavano presso le casse del casinò effettuando operazioni di cambio assegni e versamenti in contanti che avvenivano “con importi frazionati sempre al di sotto della soglia consentita dalla normativa antiriciclaggio”.

La società di “porteur” al centro dell’inchiesta insieme al casinò del riciclaggio di denaro, è stata anche sottoposta a verifiche fiscali per il recupero delle tassazioni non versate al fisco italiano in questi anni. Dovranno essere recuperate le imposte sui redditi non versati e l’IRAP dei redditi prodotti in Italia, per un ammontare complessivo di oltre 14 milioni di euro.